Bentrovati sognatori,
nel corso della mia carriera ho avuto diversi capi. Ognuno diverso dall'altro, ognuno con il proprio stile, il proprio modo di interpretare il ruolo e, soprattutto, ognuno con qualcosa da insegnarmi.
Non sempre quello che ho imparato era scritto in un manuale tecnico. Anzi, spesso le lezioni piu' importanti sono arrivate proprio da cio' che ho vissuto, osservato o, qualche volta, subito.
ππΌ Il mio primo capo era una persona molto "friendly". Aveva un ottimo rapporto umano con tutti, ma mi offri' poche occasioni per imparare davvero. Lo vedevo una volta alla settimana, per poche ore. Col senno di poi, ho capito che essere una brava persona e saper far crescere qualcuno sono due qualita' differenti.
π« Il mio primo vero capo, nel mio primo vero lavoro, mi ha insegnato che un semplice "No, grazie" puo' essere interpretato in modi molto diversi da come lo intendiamo noi. Rifiutai una sua proposta pensando di esercitare semplicemente la mia liberta' di scelta. Lui, invece, la visse quasi come un'offesa personale. Da quell'esperienza ho imparato che nel lavoro non conta solo quello che diciamo, ma anche come viene percepito dagli altri. E che, a volte, un rifiuto puo' avere conseguenze ben piu' ampie della decisione stessa.
π Il mio secondo capo mi ha insegnato che non basta una promozione per diventare un responsabile. Era un mio ex collega che si ritrovo' a guidare un team, ma scoprii quanto sia difficile passare dall'essere uno del gruppo all'essere la persona che deve prendere decisioni, gestire conflitti e assumersi responsabilita'. Da quell'esperienza ho capito che competenza tecnica e leadership non sempre viaggiano insieme.
π€ Il mio terzo capo mi ha insegnato quanto possa essere difficile diventare il responsabile di qualcuno che conosci da anni in un'altra veste, quella del consulente. Cambiano i ruoli, cambiano le responsabilita', ma le relazioni hanno una storia. E quella storia non si cancella con un semplice cambio di organigramma.
⚖️ Il mio quarto capo mi ha insegnato che gli estremismi creano disordine all'interno di un gruppo. Quando si esagera, in un senso o nell'altro, si rischia di perdere l'equilibrio. E un team ha bisogno di una guida capace di tenere insieme le differenze, senza trasformarle in divisioni.
❤️ Il mio quinto capo mi ha insegnato quanto una persona possa influenzare il nostro percorso professionale e personale. E' il responsabile che, piu' di tutti, mi e' rimasto dentro. Con lui ho vissuto esperienze che ancora oggi ricordo con piacere e ho imparato lezioni che continuano ad accompagnarmi nella vita di tutti i giorni. Non tutti i capi lasciano un segno; lui lo ha fatto. E il tempo non ha cambiato questa sensazione.
Ti voglio bene Andrea.
π‘ Il mio sesto capo mi ha insegnato che non tutti lavorano necessariamente per bisogno o per necessita'. A volte si lavora anche per passione, per interesse o semplicemente per il piacere di sentirsi utili. Una prospettiva che puo' cambiare il modo in cui guardiamo alle motivazioni delle persone e al significato che attribuiamo al proprio lavoro.
π Il mio settimo capo mi ha insegnato una cosa semplice, ma curiosa: a volte ritornano. Nel mio caso e' ritornato un ex responsabile che, dopo anni e percorsi professionali diversi, e' tornato a essere il mio capo. Un'esperienza particolare, perche' nel frattempo erano cambiate molte cose: il contesto, le responsabilita' e, soprattutto, noi due.
π️ Il mio ottavo capo mi ha insegnato, ancora una volta, quanto sia difficile fare il responsabile quando conosci una persona da quasi vent'anni, ma hai iniziato il tuo percorso al suo fianco come collega. La fiducia costruita nel tempo e' un valore enorme, ma puo' anche rendere piu' complessa la gestione di ruoli, aspettative e responsabilita' differenti.
Otto capi. Otto esperienze. Otto modi diversi di vedere il lavoro, le persone e la leadership.
Non so se tutti mi abbiano insegnato cio' che avrebbero voluto insegnarmi. So pero' che, nel bene e nel male, ognuno mi ha lasciato qualcosa.
⏳ Oggi ho quasi 46 anni e, presumibilmente, ancora molti anni di lavoro davanti a me.
Mi chiedo quali altri responsabili incontrero'. Quali nuove lezioni imparero'. Quali convinzioni saro' costretto a rivedere e quali esperienze mi faranno cambiare prospettiva.
Perche', a quanto pare, la carriera non e' soltanto una questione di ruoli, progetti e obiettivi da raggiungere. E' anche un susseguirsi di persone, relazioni e situazioni dalle quali, volenti o nolenti, finiamo sempre per imparare qualcosa.
E allora non mi resta che aspettare il nono capo.
π€ Chissa' cosa avra' da insegnarmi.
E soprattutto, chissa' se questa volta riusciro' a sorprenderlo io... almeno come dipendente.
Sogni d'oro...π€





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